Lagaccio senza navetta, consumatori pronti allo sciopero del biglietto: ultimatum al Comune

Dopo il confronto a Tursi sui tagli estivi al trasporto pubblico, le associazioni annunciano un presidio e minacciano 24 ore di protesta se non arriveranno risposte per il quartiere

La tensione sul trasporto pubblico al Lagaccio sale di livello. Dopo l’incontro a Palazzo Tursi tra Comune di Genova, Azienda mobilità e trasporti e associazioni dei consumatori della Consulta comunale, il giudizio dei rappresentanti degli utenti è netto: il confronto non ha prodotto le risposte attese e ora la vertenza si sposta in piazza.

Al centro dello scontro c’è la navetta del Lagaccio, servizio gestito dalle associazioni e sospeso dal primo luglio. Le associazioni avevano chiesto di prorogarne l’attività almeno dall’8 al 16 luglio, giorno fissato per il confronto con i comitati di quartiere. La richiesta è stata respinta dall’amministrazione e dall’azienda, nonostante il costo indicato dalle associazioni per coprire quei giorni fosse di 2.849 euro oltre imposta sul valore aggiunto.

Per i consumatori, il mancato accoglimento della proposta pesa sia sul metodo sia sul merito. Sul metodo, perché i tagli a un servizio pubblico essenziale non dovrebbero essere decisi senza un confronto reale con chi rappresenta l’utenza. Sul merito, perché il Lagaccio viene descritto come un quartiere fragile, dove la navetta avrebbe dovuto restare attiva almeno fino all’incontro con i residenti. Le associazioni parlano di un rifiuto vissuto come uno «schiaffo in faccia ai consumatori», soprattutto dopo la scelta di autotassarsi per garantire la cosiddetta navetta della solidarietà.
All’incontro era presente l’assessore a mobilità, trasporti e rapporti sindacali Emilio Robotti. Le associazioni, pur dichiarandosi ancora disponibili al dialogo, hanno proclamato lo stato di agitazione e annunciato due passaggi: un presidio sotto Palazzo Tursi il 16 luglio, prima dell’incontro con i comitati del Lagaccio, e lo sciopero del biglietto per 24 ore, dalle 15 del 17 luglio alle 15 del 18 luglio, se il Comune non accoglierà le richieste del quartiere.
La protesta viene sostenuta dalle associazioni dei consumatori della Consulta comunale di Genova, tra cui Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Codacons, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori e Sportello del Consumatore. Il messaggio rivolto a Palazzo Tursi è chiaro: i tagli nei quartieri più fragili non possono essere calati dall’alto e il confronto con chi vive ogni giorno il territorio deve arrivare prima delle decisioni, non dopo.
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